Fonte foto: articolo del 4/6/26 tratto dal sito di Pro Vita e Famiglia
Finalmente una notizia di quelle buone: lo scorso 4 giugno il Senato ha approvato il Disegno di Legge intitolato ‘Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico’ , che tutela la libertà educativa dei genitori, dando loro un efficace strumento per contrastare pericoli di indottrinamento ideologico sui figli studenti.
In particolare, la legge riguarda attività o progetti aventi per oggetto la sessualità. Tali tematiche non potranno essere svolte nelle scuole dell’infanzia ed elementari, mentre nelle scuole medie e superiori potranno essere proposte solo previa autorizzazione dei genitori ed in percorsi extra-curricolari.
Nei casi ammissibili, ogni progetto dovrà essere approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto secondo stringenti criteri di selezione e valutazione delle finalità.
Gli esperti e le associazioni esterni dovranno essere specificati nel consenso informato rivolto ai genitori e così pure i contenuti, i temi e le modalità di svolgimento degli interventi proposti.
Inoltre, a tutela dei minori e a presidio della correttezza dei docenti esterni nonché della trasparenza della loro proposta didattica, un docente della scuola dovrà essere presente agli incontri autorizzati.
Vigilare sul rispetto di questa legge
Ora che la legge c’è occorre farla rispettare. Sappiamo che i progressisti sono specialisti nell’aggiramento di norme e sentenze sgradite. Pensiamo alla step child adoption, ovvero alla (subdola) possibilità, permessa dai giudici, di adozioni di minori in unioni civili dello stesso sesso.
Se poi parliamo di utero in affitto, che in Italia è perseguibile anche se la pratica è avvenuta all’estero, anche qui i giudici stanno cercando di bypassare la norma. È recente la notizia della sentenza (considerata apripista per maternità surrogate volute da coppie maschili omosessuali) con cui la Corte di Appello di Bari ha riconosciuto tre genitori per un bambino concepito da una donna in Germania, prima che il compagno in Italia si legasse in unione civile con un uomo.
Ma è ancora più spudorata la disapplicazione sistematica e l’oscuramento mediatico di tutte quelle disposizioni contenute nella legge 194/78 – che ha introdotto in Italia l’aborto legale – che favoriscono soluzioni per evitare l’aborto o per promuovere ogni opportuno intervento per superarne le cause.
Meriterebbe poi una lunga trattazione a parte l’assalto agli articoli 579 e 580 del Codice penale che vietano l’omicidio del consenziente (formula meno fuorviante di ‘suicidio assistito’) e l’istigazione o aiuto al suicidio. Il fatto stesso che esistono quelle norme dovrebbe sconfessare chi afferma che c’è un ‘vuoto normativo’. Eppure, anche qui, nessun rispetto per la legge, ma una continua erosione con la complicità mediatica e dei poteri forti.
Un punto debole del testo normativo di cui stiamo parlando (che è possibile consultare qui) è infatti l’assenza di disposizioni sanzionatorie per l’inosservanza delle disposizioni. Viene solo specificato, al comma 2 del primo articolo, che ‘resta fermo che, in caso di mancata adesione alle attività di cui al presente comma, gli studenti si astengono dalla frequenza’. Insomma, niente che possa togliere il sonno a chi voglia considerare carta straccia questa legge.
Sappiamo, purtroppo, che molti dirigenti scolastici, quando vogliono promuovere una certa ideologia, sono abituati ad agire al di sopra delle leggi e senza tenere conto di sensibilità contrarie dei genitori, contando sull’impunità giuridica e su connivenze politiche (vedi la promozione di ‘carriere alias’ che sarebbero contra legem). Il dubbio che sorge è questo: che remore avrebbero i dirigenti ‘refrattari’ che volessero violare queste norme? Basterebbe la minaccia di visite ispettive del ministero dell’istruzione, condotte da quegli stessi ispettori che oggi non si muovono per bloccare le carriere alias? E se poi subentrasse un governo progressista, che rispetto si avrebbe di questa legge?
Consenso informato: diritto sacrosanto o volubile?
Tra i motivi che hanno favorito l’approvazione di questa legge c’è un principio che negli ultimi anni trova larghi consensi, soprattutto nell’ideologia liberal e tra quelli che spingono sempre per far valere l’autodeterminazione.
C’è una legge, la L.219/2017 intitolata ‘Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento’ che ha elevato a rango primario il diritto del cittadino ad avere un consenso informato, che ben si accorda con un altro diritto diventato intoccabile: l’autodeterminazione, declinabile in vari contesti.
Certo, quando si parla di scelte funzionali a favorire scenari di morte (rifiuto del paziente di cure, tra le quali anche le cure salvavita, con conseguente obbligo per i medici di astenersi da certi interventi, favorendo una sorta di eutanasia passiva per omissione) il consenso informato viene considerato un diritto incoercibile.
La trasparenza viene prima di tutto e giustifica anche il totalitarismo digitale, quella gabbia nella quale stanno richiudendoci tracciando ogni comportamento e monitorando ogni nostra attività o flusso di dati.
Grazie a questa spinta, la Legge Valditara ha potuto ottenere più vasta approvazione e superare qualche riserva.
Va però osservato che la tutela del consenso informato in altre situazioni è piuttosto ballerina. I requisiti di informazione precisa e comprensibile, previsti dalla legge 219/2017 che ha introdotto le DAT, sono infatti stati sprezzantemente disattesi all’epoca delle vaccinazioni Covid. E non mi dilungo su omissioni e disinformazioni di quel triste periodo.
Ma anche per le donne che intendono abortire si nascondono informazioni fondamentali sulla natura dell’organismo che intendono eliminare. Informare anche solo con una ecografia o con l’ascolto del battito del cuore del feto viene considerata una minaccia.
Un analogo discorso sulla mancanza di una adeguata informazione si potrebbe fare anche in materia di espianto di organi (su questo punto rimando a questo mio articolo precedente).
Allora, alla luce di questo successo (intendo l’approvazione della Legge Valditara), si potrebbe prendere la palla al balzo e fare qualche tentativo per ribadire e promuovere un analogo diritto informativo anche nelle casistiche sopra citate, dove vi è una ingiustificata avversione.
Roberto Allieri – Presidente Movimento per la Vita Valle Cavallina (Bg)
I diritti umani sono inviolabili, poiché «inerenti alla persona umana ed alla sua dignità». Di conseguenza, sono universali e inalienabili. Proprio perché fondati nella comune dignità di ogni uomo e di ogni donna, essi comportano conseguenze pratiche ed effetti giuridici, poiché «sarebbe vano proclamare i diritti umani se allo stesso tempo non si mettesse in pratica tutto il necessario per garantire il dovere di rispettarli, da parte di tutti, ovunque e per tutti». Tra questi, il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale, senza il quale è impossibile esercitare qualsiasi altro diritto. Quando questo diritto fondamentale viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite.
Se l’essere umano è trattato come materiale da perfezionare o da oltrepassare, allora diventa più facile accettare che alcuni vengano considerati meno utili, meno desiderabili, meno degni. In nome del progresso si può arrivare a immaginare “sacrifici necessari”, e a far pagare ai più fragili il prezzo di una presunta ottimizzazione della specie.
La famiglia è un bene sociale primario. Fondata sull’unione stabile tra un uomo e una donna, essa è il primo ambiente in cui ognuno sviluppa le proprie potenzialità, prende coscienza della propria dignità e impara le prime forme di verità e di bontà, interiorizzando abitudini che preparano alla vita sociale. Prima società naturale, dotata di diritti originari, la famiglia è la cellula fondamentale e insostituibile di ogni organizzazione comunitaria. Di conseguenza, quando i progetti politici e le grandi decisioni economiche la relegano a un ruolo marginale o secondario, viene compromessa la crescita autentica dell’intero corpo sociale.
Pozdrawiam serdecznie Polaków. Dziś w Polsce obchodzony jest Dzień Świętości Życia. Bardzo potrzebujemy takich inicjatyw, jak podejmowana od tego dnia Duchowa Adopcja dziecka poczętego. W czasie naznaczonym szaleństwem wojny ważne jest, aby bronić życia od poczęcia aż do jego naturalnego kresu. Wszystkich was błogosławię!
[Saluto cordialmente i polacchi. Oggi in Polonia si celebra la Giornata della Santità della Vita. Abbiamo davvero bisogno di iniziative come quella dell’Adozione spirituale di un bambino concepito, che viene lanciata proprio oggi. In un tempo segnato dalla follia della guerra è importante difendere la vita dal concepimento al suo naturale tramonto. Vi benedico tutti!]
Non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a se stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso. Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi. Madre Teresa di Calcutta, santa degli ultimi e premio Nobel per la pace, affermava a riguardo che «il più grande distruttore della pace è l’aborto». La sua voce rimane profetica: nessuna politica può infatti porsi a servizio dei popoli se esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo, se non soccorre chi è nell’indigenza materiale e spirituale.
(Dal discorso di papa Leone nell’udienza ai partecipanti al convegno “One Humanity, One Planet”, 31.01.2026)
È alla luce della visione profonda della vita come dono da accudire e della famiglia come sua custode responsabile che si impone il rifiuto categorico di pratiche che negano o strumentalizzano l’origine della vita e il suo sviluppo. Tra queste, vi è l’aborto, che interrompe una vita nascente e nega l’accoglienza del dono della vita. In tal senso, la Santa Sede esprime profonda preoccupazione in merito ai progetti volti a finanziare la mobilità transfrontaliera finalizzata all’accesso al cosiddetto “diritto all’aborto sicuro” e ritiene deplorevole che risorse pubbliche vengano destinate alla soppressione della vita, anziché essere investite nel sostegno alle madri e alle famiglie. L’obiettivo primario deve rimanere la protezione di ogni nascituro e il supporto effettivo e concreto a ogni donna affinché possa accogliere la vita.
Allo stesso modo, vi è la maternità surrogata, che, trasformando la gestazione in un servizio negoziabile, viola la dignità sia del bambino ridotto a “prodotto”, sia della madre, strumentalizzandone il corpo e il processo generativo e alterando il progetto di relazionalità originaria della famiglia.
Simili considerazioni possono essere estese ai malati e alle persone anziane e sole, che talvolta faticano a trovare una ragione per continuare a vivere. È compito anche della società civile e degli Stati rispondere concretamente alle situazioni di fragilità, offrendo soluzioni alla sofferenza umana, quali le cure palliative, e promuovendo politiche di autentica solidarietà, anziché incoraggiare forme di illusoria compassione come l’eutanasia.
Analoga riflessione può essere riferita ai molti giovani costretti ad affrontare numerose difficoltà, tra le quali vi sono le tossicodipendenze. Occorre uno sforzo congiunto di tutti per debellare questa piaga dell’umanità e il narcotraffico che la alimenta, al fine di evitare che milioni di giovani in tutto il mondo finiscano vittime del consumo di droga. Insieme a tale sforzo non dovranno mancare adeguate politiche di recupero dalle dipendenze e maggiori investimenti nella promozione umana, nell’istruzione e nella creazione di opportunità di lavoro.
Alla luce di tali sfide, occorre ribadire con forza che la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano. Una società è sana e progredita solo quando tutela la sacralità della vita umana e si adopera attivamente per promuoverla.
(dal Discorso del Santo Padre Leone XIV al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede – 9 gennaio 2026)
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Posted: Gennaio 1, 2026 by wp_9718789
Per i bambini non nati
Ogni primo lunedì del mese dalle ore 17:00
Adorazione Eucaristica
Rosario per la Vita
Preghiera e S. Messa per i bambini non nati
nella chiesa dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Per contattare i frati: tel. 0352678366
Email: fratiospedale@gmail.com
Last Updated: Giugno 9, 2026 by Presidente
Approvata la legge Valditara sul consenso informato dei genitori in ambito scolastico
tratto dal sito di Pro Vita e Famiglia
Finalmente una notizia di quelle buone: lo scorso 4 giugno il Senato ha approvato il Disegno di Legge intitolato ‘Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico’ , che tutela la libertà educativa dei genitori, dando loro un efficace strumento per contrastare pericoli di indottrinamento ideologico sui figli studenti.
In particolare, la legge riguarda attività o progetti aventi per oggetto la sessualità. Tali tematiche non potranno essere svolte nelle scuole dell’infanzia ed elementari, mentre nelle scuole medie e superiori potranno essere proposte solo previa autorizzazione dei genitori ed in percorsi extra-curricolari.
Nei casi ammissibili, ogni progetto dovrà essere approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto secondo stringenti criteri di selezione e valutazione delle finalità.
Gli esperti e le associazioni esterni dovranno essere specificati nel consenso informato rivolto ai genitori e così pure i contenuti, i temi e le modalità di svolgimento degli interventi proposti.
Inoltre, a tutela dei minori e a presidio della correttezza dei docenti esterni nonché della trasparenza della loro proposta didattica, un docente della scuola dovrà essere presente agli incontri autorizzati.
Vigilare sul rispetto di questa legge
Ora che la legge c’è occorre farla rispettare. Sappiamo che i progressisti sono specialisti nell’aggiramento di norme e sentenze sgradite. Pensiamo alla step child adoption, ovvero alla (subdola) possibilità, permessa dai giudici, di adozioni di minori in unioni civili dello stesso sesso.
Se poi parliamo di utero in affitto, che in Italia è perseguibile anche se la pratica è avvenuta all’estero, anche qui i giudici stanno cercando di bypassare la norma. È recente la notizia della sentenza (considerata apripista per maternità surrogate volute da coppie maschili omosessuali) con cui la Corte di Appello di Bari ha riconosciuto tre genitori per un bambino concepito da una donna in Germania, prima che il compagno in Italia si legasse in unione civile con un uomo.
Ma è ancora più spudorata la disapplicazione sistematica e l’oscuramento mediatico di tutte quelle disposizioni contenute nella legge 194/78 – che ha introdotto in Italia l’aborto legale – che favoriscono soluzioni per evitare l’aborto o per promuovere ogni opportuno intervento per superarne le cause.
Meriterebbe poi una lunga trattazione a parte l’assalto agli articoli 579 e 580 del Codice penale che vietano l’omicidio del consenziente (formula meno fuorviante di ‘suicidio assistito’) e l’istigazione o aiuto al suicidio. Il fatto stesso che esistono quelle norme dovrebbe sconfessare chi afferma che c’è un ‘vuoto normativo’. Eppure, anche qui, nessun rispetto per la legge, ma una continua erosione con la complicità mediatica e dei poteri forti.
Un punto debole del testo normativo di cui stiamo parlando (che è possibile consultare qui) è infatti l’assenza di disposizioni sanzionatorie per l’inosservanza delle disposizioni. Viene solo specificato, al comma 2 del primo articolo, che ‘resta fermo che, in caso di mancata adesione alle attività di cui al presente comma, gli studenti si astengono dalla frequenza’. Insomma, niente che possa togliere il sonno a chi voglia considerare carta straccia questa legge.
Sappiamo, purtroppo, che molti dirigenti scolastici, quando vogliono promuovere una certa ideologia, sono abituati ad agire al di sopra delle leggi e senza tenere conto di sensibilità contrarie dei genitori, contando sull’impunità giuridica e su connivenze politiche (vedi la promozione di ‘carriere alias’ che sarebbero contra legem). Il dubbio che sorge è questo: che remore avrebbero i dirigenti ‘refrattari’ che volessero violare queste norme? Basterebbe la minaccia di visite ispettive del ministero dell’istruzione, condotte da quegli stessi ispettori che oggi non si muovono per bloccare le carriere alias? E se poi subentrasse un governo progressista, che rispetto si avrebbe di questa legge?
Consenso informato: diritto sacrosanto o volubile?
Tra i motivi che hanno favorito l’approvazione di questa legge c’è un principio che negli ultimi anni trova larghi consensi, soprattutto nell’ideologia liberal e tra quelli che spingono sempre per far valere l’autodeterminazione.
C’è una legge, la L.219/2017 intitolata ‘Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento’ che ha elevato a rango primario il diritto del cittadino ad avere un consenso informato, che ben si accorda con un altro diritto diventato intoccabile: l’autodeterminazione, declinabile in vari contesti.
Certo, quando si parla di scelte funzionali a favorire scenari di morte (rifiuto del paziente di cure, tra le quali anche le cure salvavita, con conseguente obbligo per i medici di astenersi da certi interventi, favorendo una sorta di eutanasia passiva per omissione) il consenso informato viene considerato un diritto incoercibile.
La trasparenza viene prima di tutto e giustifica anche il totalitarismo digitale, quella gabbia nella quale stanno richiudendoci tracciando ogni comportamento e monitorando ogni nostra attività o flusso di dati.
Grazie a questa spinta, la Legge Valditara ha potuto ottenere più vasta approvazione e superare qualche riserva.
Va però osservato che la tutela del consenso informato in altre situazioni è piuttosto ballerina. I requisiti di informazione precisa e comprensibile, previsti dalla legge 219/2017 che ha introdotto le DAT, sono infatti stati sprezzantemente disattesi all’epoca delle vaccinazioni Covid. E non mi dilungo su omissioni e disinformazioni di quel triste periodo.
Ma anche per le donne che intendono abortire si nascondono informazioni fondamentali sulla natura dell’organismo che intendono eliminare. Informare anche solo con una ecografia o con l’ascolto del battito del cuore del feto viene considerata una minaccia.
Un analogo discorso sulla mancanza di una adeguata informazione si potrebbe fare anche in materia di espianto di organi (su questo punto rimando a questo mio articolo precedente).
Allora, alla luce di questo successo (intendo l’approvazione della Legge Valditara), si potrebbe prendere la palla al balzo e fare qualche tentativo per ribadire e promuovere un analogo diritto informativo anche nelle casistiche sopra citate, dove vi è una ingiustificata avversione.
Roberto Allieri – Presidente Movimento per la Vita Valle Cavallina (Bg)
Last Updated: Maggio 26, 2026 by wp_9718789
Magnifica Humanitas
Papa Leone XIV, Lett. Enc. Magnifica Humanitas
https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html
Last Updated: Maggio 26, 2026 by wp_9718789
Prendersi cura fino alla fine – video
Last Updated: Aprile 25, 2026 by wp_9718789
Prendersi cura fino alla fine
Posted: Marzo 25, 2026 by wp_9718789
Papa Leone e la Giornata della Santità della Vita in Polonia
Pozdrawiam serdecznie Polaków. Dziś w Polsce obchodzony jest Dzień Świętości Życia. Bardzo potrzebujemy takich inicjatyw, jak podejmowana od tego dnia Duchowa Adopcja dziecka poczętego. W czasie naznaczonym szaleństwem wojny ważne jest, aby bronić życia od poczęcia aż do jego naturalnego kresu. Wszystkich was błogosławię!
[Saluto cordialmente i polacchi. Oggi in Polonia si celebra la Giornata della Santità della Vita. Abbiamo davvero bisogno di iniziative come quella dell’Adozione spirituale di un bambino concepito, che viene lanciata proprio oggi. In un tempo segnato dalla follia della guerra è importante difendere la vita dal concepimento al suo naturale tramonto. Vi benedico tutti!]
Udienza di papa Leone del 25 marzo 2026
Last Updated: Marzo 26, 2026 by wp_9718789
Festa dell’Annunciata 2026
Posted: Febbraio 1, 2026 by wp_9718789
Papa Leone sulla pace
(Dal discorso di papa Leone nell’udienza ai partecipanti al convegno “One Humanity, One Planet”, 31.01.2026)
Posted: Gennaio 23, 2026 by wp_9718789
Festa della Vita in Val Cavallina
Posted: Gennaio 12, 2026 by wp_9718789
Papa Leone XIV sulla vita
(dal Discorso del Santo Padre Leone XIV al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede – 9 gennaio 2026)
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